STAGIONE PARTITA ALLA GRANDE. MA PUBBLICO E GIORNALISTI DOVE SONO FINITI?

C’è poco da dire: il 2013 del ciclismo in Italia è cominciato bene. Pozzato a Laigueglia, poi una strepitosa Strade Bianche e poi ancora il ritorno del Giro del Lazio, con una scelta di percorso coraggiosa e spettacolare. Merito degli atleti (da Moser in poi), merito anche di Rcs Sport che si sta spendendo e ingegnando per fronteggiare una crisi economica drammatica.

Ora la Tirreno-Adriatico. Ieri a San Vincenzo la conferenza stampa dei big della corsa faceva veramente impressione. Gli otto corridori convocati davanti alla stampa (Sagan, Nibali, Cavendish, Cancellara, Contador, Evans, Rodriguez, Froome) erano di un livello mai visto alla corsa dei due mari e quelli rimasti in albergo per… mancanza di spazio (da Moser a Hushovd a Valverde) certo non sono da meno.

A fronte di tutto questo, sul movimento ciclistico italiano ci sono due questioni aperte di cui è bene discutere. La prima è quella del pubblico. Inutile girarci attorno: le strade (le magnifiche strade senesi) della Strade Bianche erano deserte, in una bella giornata di sole, di sabato e in una delle zone di maggior cultura ciclistica del mondo, la Toscana. A Roma Maxima non è andata meglio: qualche spettatore in salita, zero spaccato nel finale. Come dire: nemmeno la curiosità di affacciarsi ai Fori Imperiali per vedere uno spettacolo in solito in una città di due milioni di persone. Inconcepibile in qualunque altra parte del pianeta.

Non ci aspettiamo molto di più dalla Tirreno. Qui a San Vincenzo oggi ci sarà forse la cronosquadre più titolata mai disputata sul suolo italiano. Ma è mercoledì, il tempo è brutto e si rischia il vuoto pneumatico del 2012.

Indagare sui motivi di questo vuoto è complicato. E dire che l’immagine del ciclismo se la passa male non basta. Siamo di sicuro nel pieno di un cambio generazionale: i vecchi “tifosi di strada” lasciano spazio ai tifosi-praticanti che (come succede nel calcio, guardate al deserto degli stadi di serie B) le corse le guardano in tv e poi escono a pedalare.

La tv confina quasi tutto lo sport non calcistico sulle reti tematiche, dispersi dopo il canale 50 del digitale terrestre: questo confina il ciclismo e l’atletica nel novero degli sport di nicchia. Poi ovviamente ci sono meno soldi, meno tempo, meno voglia di girare. E poca o nessuna promozione sulle scuole, per cui il ciclismo era uno dei pochi sport portati “sulle porte delle aule” a costo zero e con spettacoli di altissimo livello.

In questa crisi c’è anche l’agonia del giornalismo, non solo sportivo. Ieri dei grandi quotidiani e dei network televisivi ad accogliere il meglio del ciclismo mondiale a San Vincenzo c’erano solo Rai e Gazzetta dello Sport, ovvero i detentori dei diritti della corsa. Poi (cronisti stranieri a parte) il vuoto. Nessun quotidiano segue e racconta più regolarmente “dal vivo” il ciclismo, fatto salvo forse il Giro d’Italia. Questione di soldi? Sì, in parte. Non a caso molti quotidiani alle corse mandano pensionati spesati a giornata. Col risultato che nelle sale stampa l’età media degli italiani è di trent’anni superiore a quella dei colleghi stranieri. Ma anche questione di poche idee, poca iniziativa, poca voglia di raccontare.

Il rischio (concreto e con effetti già visibili) è che il ciclismo diventi uno sport totalmente autoreferenziale. Lo racconta solo chi lo produce, tutti gli altri riflettono comunicati stampa e immagini di repertorio. Fuochi di paglia quando ci sono fatti di doping (quasi sempre vecchia roba che spunta fuori da carte processuali) e invece attenzione zero a ricostruire una nuova cultura ciclistica. La cosa più triste è che questa nuova cultura ciclistica c’è davvero e sta provando ad emergere. Purtroppo nel disinteresse generale di chi dovrebbe raccontarla.

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6 Commenti → “STAGIONE PARTITA ALLA GRANDE. MA PUBBLICO E GIORNALISTI DOVE SONO FINITI?”

  1. Giulio 2 Meses ago   Rispondi

    Purtroppo la concomitanza della Gran Fondo di Firenze lo stesso giorno ha dirottato molti potenziali spettatori da Siena a Firenze (io tra questi, e come me molti altri che si sono lamentati della contemporaneità degli eventi). E pensare che la G.F. era stata spostata da domenica a sabato proprio per non andare in conflitto con la Strade Bianche, che inizialmente era di domenica!
    L’anno scorso sono riuscito a vederla lungo gli sterrati e poi l’arrivo in piazza del campo, quest’anno purtroppo no. E’ un gran peccato che ci siano pochi spettatori, per una corsa così affascinante!
    Magari basterebbe più pubblicità a livello locale, anche io non ho visto cartelli di promozione a Siena e dintorni.
    P.S. Io vengo apposta da Torino ogni anno per vederla.

  2. Paolo_f 2 Meses ago   Rispondi

    Avete ragione. La Rai ed RCS in Italia fanno un gran lavoro col ciclismo, però qualcosa non torna. La RAI ha relegato tutto il ciclismo su Rai Sport 2, ma non fa promozione sulle reti istituzionali RAI 1,2,3 (almeno io non l’ho mai vista). Il problema si presenta anche con gli altri appuntamenti sportivi, come i recenti mondiali di fondo. RCS lavora bene e riesce a portare i ciclisti migliori, ma anche in questo caso il sito della Gazzetta non pone in risalto le corse, il ciclismo è costantemente rilegato in fondo, dopo calcio, volley, basket, tennis, golf ed altro, sotto restano soltanto articoli di fitness e poker. La vittoria di Paolini non ha avuto nemmeno un articolo sulla versione on-line, anche la presentazione della Grande Partenza del Giro del 2014 non è stata così tanto pubblicizzata. Entrambe le situazioni denotano mancanza di comunicazione e/o valorizzazione dei propri prodotti aziendali. A Laigueglia di gente ne ho vista davvero tanta all’arrivo e sulle salite e la corsa, nonostante ci fossero meno uomini di grande richiamo. RCS si è garantita la diretta tv per le sue corse, per tutte le altre invece ci dovremmo accontentare di differite serali? La diretta tv richiede dei costi elevati e la Rai non se lo può permettere. Sarà passato inosservato però il Gran Piemonte è stato completamente ignorato dagli accordi Rcs/Rai… anche il mini sito della gara è stato rimosso con la pubblicazione del sito per la corsa Roma Maxima, lo faranno organizzare ad altri?

  3. Maverick 2 Meses ago   Rispondi

    No, non è il doping. Il vero, primo problema è la pluri-decennale, miserabile copertura e promozione data dalla TV, Rai in testa.

    Se la Rai, anziché umiliare il ciclismo dando solo corse registrate a mezzanotte ed in canali ausiliari, avesse fatto sempre come ha fatto per le Strade Bianche e Roma Maxima, oggi le strade non sarebbero vuote di tifosi. Ma non l’ha fatto.

    La Rai se ne è infischiata del ciclismo per decenni. Ovviamente la sua latitanza ha causato un effetto domino su tutto il resto. La Rai ha premiato altri sport e super – marginalizzato il ciclismo.

    Da lì, è cominciato il declino.

  4. stefano 2 Meses ago   Rispondi

    … se la provvidenza ci mandasse anche un paio di campioni allora il discorso potrebbe cambiare anche velocemente…..

  5. stefano 2 Meses ago   Rispondi

    …. in questi giorni ho visto le immagini della Parigi-Nizza e la situazione per quanto riguarda il pubblico è la stessa se non peggio ….. cmq a Siena per quanto riguarda le Strade Bianche, proveremo a fare qualcosa …. a smuovere le acque …. per cercare di coinvolgere gli appassionati, i praticanti,i ciclo amatori, gli sportivi, i negozianti e chi più ne ha più ne metta….. non sarà certo facile ma ci proveremo, sperando di riuscire ad instaurare una fattiva forma di collaborazione con RCS….. ovviamente sono graditi consigli, suggerimenti ecc ecc ecc

  6. stefano 2 Meses ago   Rispondi

    concordo con il ragionamento nelle sue linee generali. Per quanto riguarda le strade bianche devo dire invece, che ho constatato direttamente sul posto una buona presenza di pubblico alla partenza di Gaiole e anche nel finale a Siena …..certo sarebbe bello un pubblico alla “belga” per le nostre bellissime corse e qualche cosa si potrebbe pure fare ….. oggi i praticanti appassionati sono tantissimi e in crescita (basta vedere il fenomeno gran fondo) e gli organizzatori devono coinvolgere i gruppi sportivi locali e non solo per farli partecipare all’evento (magari organizzando un GF il giorno prima come fanno ormai in tutta europa). Per quanto riguarda la RCS (a cui vanno i miei complimenti) vorrei dire che, perlomeno a Siena e dintorni, non ho visto nemmeno un cartello pubblicitario nei giorni precedenti la gara….

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