In fondo è solo un problema di comunicazione. Avvertire gli abitanti della Val di Sole che quella che transita sulle loro strade il prossimo 27 luglio è una tappa del Giro di Polonia. Avvisare i dublinesi che il 10 maggio 2014 da loro arriva la terza tappa del Giro d’Italia e non d’Irlanda. E naturalmente informare i sudditi di Elisabetta II che nel luglio 2014 da Leeds a Harrogate passa il Tour de France.
Niente di cui scandalizzarsi, ci mancherebbe: se la luttuosa Paris-Dakar si corre in Perù, Argentina e Cile, che il nostro Giro parta da Belfast è poca cosa.
Follow the money, naturalmente. L’Irlanda ha una delle economie più floride d’Europa, bisogno e voglia di attirare turisti e quindi usa il nostro centenario Giro come richiamo. Il Trentino è una regione da sogno per i sempre più benestanti turisti polacchi, la Gran Bretagna è la nuova ricca mecca del ciclismo continentale.
Così si snatura il ciclismo? Forse sì, forse… boh. Organizzare costa sempre più soldi e da noi ce ne sono sempre meno. Certo, oltre che allo snaturamento geografico bisogna pensare a quello logistico.
Il Giro farà tre giorni in Irlanda e poi dovrà tornare in Italia. L’Uci (giustamente) non permette inserire giornate di riposo nella prima settimana delle grandi corse a tappe, quindi si dovranno far volare i corridori da Dublino (immediatamente dopo l’arrivo) a qualche aeroporto italiano per farli ripartire il giorno dopo con una frazione forzatamente di trasferimento. E la carovana? Come torna in Italia, visto che l’Irlanda è decisamente lontana? Si utilizzeranno solo mezzi locali di appoggio? E non è che in questo modo tutta la prima settimana del Giro finirà per essere se non proprio falsata, almeno molto condizionata? Non è un caso che Rcs Sport abbia già messo le mani avanti dicendo che la logistica della corsa 2014 sarà impegnativa.
Non ci sono ovviamente ricette facili ed è già un bel successo che il Grand Départ del Giro 2013 sia nella nostrana e bellissima Napoli. Il rischio delle partenze all’estero è che le corse tendano piano piano a trasformarsi in dei circhi con i protagonisti costrtetti ad esibirsi solo sulle piazze più ricche, senza che una logica storica, geografica o sportiva vada ad unirle. Ma se ci chiedete una proposta di soluzione alternativa, al momento non siamo in grado di offrirla.
Belfast, Dublino, giro Italia, Irlanda, Plonia, Rcs SPort, Uci, Yorkshire GIRO D'ITALIA
Con quel che costa il ciclismo al giorno d’oggi (sarebbe bello sapere quanto costa una stagione di una squadra anche solo juniores), mi sa che dovremo abituarci a questo andazzo. Personalmente non mi piace, ma sarà l’aria che tirerà per un pezzo.