POZZATO «AMMETTE» FERRARI (E METTE IN CRISI FEDERCICLISMO E CONI)

Puntuale all’ora di pranzo, ieri Filippo Pozzato si è presentato alla Procura Antidoping del Coni a Roma. E’ rimasto due ore esatte nelle stanze dello Stadio Olimpico per fornire «chiarimenti» riguardo alle intercettazioni pubblicate qualche giorno fa da Eugenio Capodacqua su Repubblica. Tema cruciale: è vero o non è vero che frequentava il medico-preparatore Michele Ferrari, come sembrerebbe dalle trascrizioni?

Pozzato ha ammesso. Ha ammesso (primo in Italia non accusato di fatti di doping) che Michele Ferrari è stato il suo allenatore e che per questo ruolo (e solo per questo) lui lo pagava adeguatamente. Ma avrebbe precisato che il «rapporto» è finito da tempo ovvero da tre/quattro anni. Un tempo compatibile con il contenuto delle intercettazioni, che risalgono al 2009 e nelle quali – confidandosi con un collega – Pozzato parla effettivamente di Ferrari al passato.

Bene: Pozzato andava da Ferrari. E avrebbe smesso di andarci perchè a un certo punto giudicava la cosa non più conveniente. Lo sapevamo, adesso ce l’ha confermato lui. Secondo una nostra stima è uno dei 20/25 atleti italiani in attività che hanno avuto o hanno rapporti col preparatore emiliano. Parliamo di rapporti professionali.

La domanda a questo punto è: e adesso cosa succede? Perché Repubblica ha ipotizzato che essendo Ferrari «inibito dal Coni fin dal 2002», in quanto suo frequentatore Pozzato rischierebbe sei mesi di squalifica con conseguente mancata convocazione ai Giochi di Londra, dove si dovrebbe presentare come capitano della nazionale italiana. La decisione dovrebbe arrivare già oggi, massimo domani.

Il problema (di cui su Cycling Pro ci occupiamo da due anni, ovvero da quando  è comparsa l’ultima intervista con Michele Ferrari) è: ma il medico di Ferrara (indagato e inquisito per doping in passato, ma SEMPRE assolto sia sul piano penale che su quello sportivo) è davvero inibito? E da chi?

Due giorni fa abbiamo provato a spiegare la situazione. Oggi la chiariamo meglio. Prima di tutto facendo un salto al link qui di seguito.

http://www.cycling.it/oggetti/SanzioniDisciplinariConi19062012.pdf

Quello che leggete (scaricato ieri sera dal sito della Federciclismo) è il registro formale delle persone soggette a provvedimento disciplinare per motivi di doping da parte del Coni in relazione allo sport del ciclismo. Si tratta di un documento pubblico, che mette in guardia i tesserati (atleti, organizzatori, team manager….) rispetto alle persone da NON frequentare, tesserare, far partecipare alle gare. Ci sono dei medici (Santuccione, Lazzaro…) e ci sono delle inibizioni a vita. Ma Michele Ferrari non c’è.

Adesso andiamo a questo link.

http://www.cycling.it/oggetti/SanzioniDisciplinariFci19062012.pdf

Sempre scaricato dal sito della Fci, questo è l’elenco (si chiama Registro Disciplinare) delle persone attualmente sottoposte a provvedimento disciplinare (per doping o altro) dalla stessa Fci. Anche in questo caso ci sono radiazioni e inibizioni a vita, ma Michele Ferrari non c’è.

Domanda diretta ai vertici della Federciclismo: perché Ferrari non c’è? Perché la sua inibizione (i cui atti originari noi abbiamo ritrovato negli archivi della Fci) non è registrata nel Casellario Disciplinare come previsto dall’articolo 23 del Regolamento di Giustizia in modo da mettere in guardia i tesserati dalla sua frequentazione?

Abbiamo provato a spiegare le ragioni. La più probabile è l’anomalia della sentenza: Ferrari nel 2002 non venne radiato ma inibito a «ogni ulteriore e futuro tesseramento alla Federazione Ciclistica Nazionale ed Internazionale ». Beh, l’inibizione «a vita» non esiste, questo tipo di divieto può durare al massimo tre anni in base all’articolo 14 del Regolamento di Giustizia federale, apporvato dal Coni nel 2007.

Secondo molti specialisti di diritto dello sport, il provvedimento è quindi scaduto e questo è il motivo del mancato inserimento del nome di Ferrari negli elenchi degli inibiti.

Ma come? Da anni tutti usano il nome del Dottor Mito come spauracchio per i suoi frequentatori e lui è pulito come un bambino? Possibile? Possibilissimo. E così sarà fino a quando (e se) qualcuno (un giudice penale o sportivo) non riuscirà a dimostrare il contrario. La Federciclismo (e il Coni) che avrebbero dovuto provare a risolvere la questione (si poteva ottenere una trasformazione della sanzione in radiazione?) non l’hanno fatto.

Anche per questo motivo ieri Pozzato è andato con relativa tranquillità dalla Procura Coni. Lui e i suoi avvocati sanno che affibbiargli una sanzione per aver frequentato Ferrari sarebbe una grossa forzatura giuridica sia da parte del Coni (che non si capisce cosa centri nella vicenda…) che da parte della Federciclismo.

E adesso? E adesso tutti hanno paura. Il Coni che si verifichi un altro «caso Rebellin», come accadde a Pechino. E quindi punta alla sanzione diretta, anche se questa non sembra avere basi giuridiche evidenti, anzi. La Federciclismo ha paura  di un cazziatone del Coni, che mortifichi le ambizioni di Renato Di Rocco. Pozzato di un «biscottone» a suo carico: le convocazioni non sono state ancora fatte, nessuno impedisce a Bettini (pressato dalla politica) di non convocare il vicentino per Londra perché non in forma. L’abbiamo scritto e lo ripetiamo: sarebbe la soluzione peggiore. Altro «brutto» epilogo: Pozzato rinuncia a Londra (e i Mondiali di settembre?) e la Fci fa finta di niente.

Cosa succederà? Tra poche ore ne sapremo di più. Visto lo stile della politica sportiva italiana, prepariamoci al peggio. In questo caso – va detto con chiarezza – il peggio sarebbe una squalifica senza basi giuridiche.

, , , ANTIDOPING, CICLISMO & POLITICA, Londra 2012

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  1. Pozzato consulted with Ferrari "for training advice" | WorldonBike.org - 11 Meses ago

    [...] led by Pierfilippo Capello, may attempt to argue that the regulation governing Ferrari has expired: Cyclingpro.it has pointed out that Ferrari does not feature on any of the FCI’s current Disciplinary Registers [...]

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